Banksy a Firenze

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Spesso gli artisti diventano dei miti dopo la loro morte, ma Banksy, uno tra gli artisti contemporanei più conosciuti del nostro millennio, ha già fatto parlare moltissimo di sé e della sua arte in tutto il mondo.

Ma chi è in realtà Banksy? 

Nessuno conosce la risposta a questa domanda. Probabilmente è anche questo alone di mistero, che gira intorno ad un personaggio costruito e mai rivelato, che contribuisce a rendere unica e inimitabile la sua arte.

Quali sono le sue opere?

Le opere di Banksy non sono i classici quadri che vediamo al museo o esposti in una galleria d’arte. Infatti Banksy utilizza i muri come tele per i suoi “dipinti”. 

La sua arte nasce come denuncia satirica alla società, alla politica e all’etica.

La tecnica utilizzata è quella dello stencil. Ovvero un pezzo di cartone che raffigura l’immagine da dipingere che in questo modo può essere riprodotta in serie più volte.

Questa tecnica è veloce e permette all’artista di realizzare le opere in poco tempo visto che spesso non ha il permesso per dipingere sulle pareti che lui sceglie in giro per la città.

Infatti Banksy non ha caso predilige luoghi pubblici, perché vuole far arrivare la sua denuncia sociale sotto forma di arte a tutti.

In Italia abbiamo una sola opera di Banksy ed è la Madonna con la Pistola che si trova su un muro di una piazza a Napoli.

Come mai Banksy arriva fino a noi?

Le sue opere sono poi state riprodotte e commercializzate. 

Ma è proprio contro questa commercializzazione dell’arte che Bansky si è spesso scontrato.

Ultimo episodio risale alla vendita di uno dei suoi lavori più famosi, Girl with Baloon, la ragazza con il palloncino, al momento in cui l’opera è stata battuta all’asta, grazie ad un congegno posizionato anni prima dall’artista stesso all’interno della cornice, questo si è autodistrutto.

Un gesto forte, certo, una provocazione che, ancora una volta, vuole denunciare come l’arte sia un mezzo di espressione e non debba essere commercializzata

LA RAGAZZA CON IL PALLONCINO

Banksy è famoso anche per queste trovate inusuali e inaspettate.

Infatti ricordiamo come, alcune delle sue opere più celebri, siano state create come “sostituti” di opere super conosciute, che l’artista stesso ha sostituito direttamente all’interno dei musei in cui erano ospitate.

Pensate di camminare per il MoMa di New York e invece di trovare la celebre immagine di Andy Warhol del vasetto di pomodoro in scatola che fu per l’epoca una vera rivoluzione dell’arte contemporanea.

TESCO VALUE TOMATO SOUP

LOVE RAT

Famosi sono anche i suoi stencil con soggetto i topi. 

Banksy scegli i ratti perché il topo è un animale piccolo e insignificante ma è anche un’essere capace, insieme a molti altri della sua specie, di mettere in ginocchio una città intera.

In questa opera il topo rappresenta lo steet artist e Banksy ci rimanda al fatto di come la street art, proprio come i ratti, possa essere considerata inutile e insignificante, ma in realtà queste piccole rappresentazioni possono essere molto impattanti per una città e per la sua popolazione.

Anche il soggetto della scimmia è molto caro a Banksy. Infatti egli sostiene che l’uomo faccia di tutto per ridicolizzare le altre specie viventi, e quindi anche i suoi “parenti più stretti”.

LAUGH NOW

In questo stencil la scimmia tiene un cartello con scritto “Ridi adesso ma un giorno saremo noi a comandare”.

Fu inizialmente commissionato da un locale di Brighton ma l’artista successivamente lo ha replicato diverse volte come street art non commissionata.

RUDE COPPER

Un’altra tematica molto cara all’artista è quella della sicurezza. Infatti spesso Banksy raffigura poliziotti in atteggiamenti ridicoli o con facce buffe.

Questo è uno dei primi lavori di Banksy su carta. Pubblicato nel 2002.

“Copper” è la parola usata in gergo per definire il poliziotto. Con questa immagine in cui l’agente di polizia mostra questo gesto esplicito, Banksy ci vuole comunicare come anch’egli sia uno di noi.

PULP FICTION

Legata alla tematica sicurezza, tramite questa riproduzione della famosa scena di Pulp Fiction, l’artista sostituisce le pistole con delle banane.

HAPPY CHIOPPERS

Chopper è il termine in gergo con cui gli americani chiamano gli elicotteri d’assalto utilizzati nella guerra in Corea. Con quest’opera l’artista utilizza la ridicolizzazione come forma di denuncia all’antimilitarismo.

2 COMMENTS

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