Tutto quello che ho scoperto a Pitti Immagine Uomo 95

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Firenze famosa per il suo cupolone, i suoi lungarni e la bistecca alla fiorentina, due volte all’anno si trasforma in una passerella d’alta moda, dove tutti si danno battaglia a colpi di stile e qualsiasi angolo della città si può trasformare in un set fotografico.

Che lo si ami o che lo si odi, il Pitti, seppur con il suo traffico infernale e la sua dose di “snobbagine” resta comunque l’evento più atteso.

Di Pitti Immagine, come fiera per acquistare i capi che faranno tendenza nella prossima stagione, ormai rimane ben poco. Il vero scopo di tutti coloro che vengono al Pitti è quello di osare, apparire e comunicare qualcosa attraverso la moda. Che sia il colore, che sia uno stile, o che sia una forma d’arte: l’essenziale è che a Pitti si venga fotografati.

Ecco perché il vero punto focale su cui concentrarsi sono quei luoghi presi d’assalto da influencer, personaggi più o meno famosi e fotografi, come il piazzale davanti al Padiglione Centrale e le famose scalette che del loro uso di passaggio non hanno più niente ma sono soltanto una location per foto in movimento super instagrammabili!

Il tema di quest’edizione era la Pitti Box. In un mondo in cui tutto è sempre svelato il vero tema era la sorpresa, perché ormai sembra che niente possa sorprenderci più. 

Un’idea potenzialmente carina ma che non si è rivelata concretamente così entusiasmante. La Infinity Box consisteva in un tunnel coperto con frasi ad effetto nemmeno troppo fotografabile per la pochissima luce. La Silence Box, una mini scatola insonorizzata dove prendersi un momento di pausa dal caos del Pitti, poteva essere la trovata giusta se ce ne fossero state di più in giro per tutta la fiera!

Gran merito invece va ad alcuni stand che si sono sfidati per creare location interattive e pazzesche per accaparrarsi scatti infiniti. Come la Woolrich che ha ricreato una caverna congelata, con tanto di stalattiti per dare l’idea di essere proprio sulle Dolomiti. Oppure John Varvatos che con il suo muro dipinto a murales, impreziosito da chitarre, batterie e strumenti musicali è stato uno dei luoghi più fotografati di Pitti.

Tra i personaggi dello spettacolo a dare quel pizzico di pepe in più ci sono stati: il mitico calciatore Bobo Vieri, la conduttrice del momento Ilary Blasi, la pratese Pamela Camassa, lo chef Bruno Barbieri, il chiacchieratissimo Fabrizio Corona e il famoso duo Benji e Fede, solo per citarne alcuni.

Comunque all’interno del Pitti il mio ruolo di Inflorencer non mi ha abbandonato portandomi ad andare alla ricerca di brand che mantenessero fede al Made In Tuscany, per raccontarli attraverso la loro storia e le novità che propongo per la prossima stagione.

Liberty Rose

Liberty Rose è un’azienda a conduzione familiare, nata nel 1991. Questo nome che molto mi ha incuriosito viene da un viaggio a Londra, dove Ubaldo e Patrizia, i fondatori del brand, erano andati per vedere il famoso negozio Liberty London, e proprio sotto lo shop rimasero affascinati da un bellissimo negozio di fiori, pieno di rose e di colori intensi. Ecco che nasce l’idea di creare questo brand per esprimere uno spirito un pò vacanziero, libero e indipendente. 

Hanno iniziato con le camicie e poi hanno ampliato la loro produzione a pantaloni e giacche. Hanno anche una selezione di capi da donna. E’ una linea informale. Aggressiva ma non troppo. Prendono spunto dalle linee classiche come lavorazione ma sdrammatizzando il capo e rendendolo anche più giovanile.

Nessuna modifica per la nuova stagione, sono coerenti con il loro concept, dove l’abbigliamento è spiritoso con fantasie, patchwork e colori brillanti. “La moda va seguita – mi dice Ubaldo – ma mantenendo sempre fede al proprio stile e alle proprie idee.” 

Alessandro Gherardeschi

Azienda nata negli anni ’70, Alessandro non si definisce uno stilista ma un creativo. 

E lo è, a tutti gli effetti. La sua passione per l’arte e la moda lo ha spinto a creare un brand che unisse varie tecniche e vari materiali, mantenendo sempre fede al handmade Fiorentino.

Le t-shirt dipinte a mano sono un tripudio di colori e unicità. E insieme al patchwork sono il tratto distintivo di questo marchio.

Per la prossima collezione Alessandro propone sempre un mix di colori e disegni, tutti fatti rigorosamente a mano! La grande novità è che alla linea uomo ha affiancato anche alcuni capi per la donna che mantengono sempre il tratto distintivo dello stile Gherardeschi!

Insomma un capo davvero unico e di qualità, un vero prodotto made in Italy, la cosa che mi stupisce è sapere che i suoi capi vanno a ruba in Giappone, dove gli oggetti italiani sono apprezzati forse molto più di quanto si riesca a farlo noi in Italia!

Shaft Jeans

Questo brand nasce nel 1964 dall’idea dell’artigiano di Montpellier che lo porta in Italia qualche anno più tardi. Era il periodo dell’anticonformismo, della ribellione e il jeans rappresentava uno status symbol.

Oggi il jeans si mette per qualsiasi occasione, da quelle più casual a quelle più formali. E’ diventato davvero il capo che non può mancare nel nostro armadio!

Nel 2004 Francesca Bacci ha acquisito il marchio. Il prodotto è posizionato nei più importanti e prestigiosi negozi di moda investendo in stile, ricerca e produzione Made in Italy.

In pochi anni Shaft Jeans è diventato un importante punto di riferimento per la produzione Made in Italy più esclusiva e all’avanguardia.

Uno dei punti forti di questo brand è sicuramente la certificazione organica, infatti il cotone utilizzato per la realizzazione di questi jeans è certificato come cotone organico, quindi più traspirante e meno allergico. Questo perché nelle piantagione da cui viene preso il cotone, non sono utilizzati pesticidi, non vengono usati semi OGM e le tecniche di coltivazione sono biodinamiche, altamente produttive ma anche attente al territorio!

Una delle novità più importanti di quest’anno per la prossima stagione che Shaft Jeans propone, sono i jeans realizzati con cachemire. Adesso non abbiamo più scuse per dire che i jeans sono freddi, o che si mettono solo d’estate!!!

Spero che questo viaggio alla scoperta di alcuni tra i brand che ancora portano avanti la nostra produzione made in Tuscany vi sia piaciuta e che andrete a dare un’occhiata ai loro prodotti!

Scoprite il brand che mi ha accompagnata in questa scoppiettante edizione di Pitti, leggete questo post per vedere tutti i miei outfit

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