Curiosità sul Carnevale

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Vi siete mai chiesti da dove derivi la parola “carnevale”? In questo articolo vi racconto alcune curiosità legate a questo particolare periodo dell’anno!

Subito dopo le feste di Natale, arriva un altro periodo molto sentito, non solo dai bambini, ma anche dagli adulti: sto parlando del carnevale!

Questa festa che si riconduce alla tradizione religiosa cristiana ha in realtà origini ben più antiche e alcuni usi derivano proprio dai riti pagani ai tempi dell’antica Roma.
Ho realizzato un video dove vi racconto alcune di queste curiosità sul Carnevale, se volete vederlo cliccate qui. Ma vediamo di scoprire più nel dettaglio le curiosità che riguardano questa festa.

La parola “CARNEVALE”

Questa parola deriva dal latino “carnem levare” e significa “togliere la carne”. Il Carnevale inizialmente non era un periodo più o meno lungo come lo viviamo noi oggi, ma era semplicemente l’ultimo giorno in cui si poteva mangiare la carne prima della quaresima. Con la quaresima iniziavano i 40 giorni di digiuno ed astinenza dalla carne in memoria dei 40 giorni che Cristo aveva trascorso nel deserto. 

Il Carnevale più antico d’Italia

Se pensiamo al carnevale sicuramente ci viene in mente quello di Viareggio. Uno dei più famosi e uno dei più sentiti. Ogni anno a Viareggio arrivano centinaia di persone da tutta Italia per assistere alla famosissima sfilata dei carri. Ma non è il carnevale di Viareggio quello più antico d’Italia! 

Uno dei carnevali più antichi è quello di Fano, nelle Marche, che ebbe origine nella metà del ‘300.

Il Carnevale di Viareggio

Come abbiamo visto quello di Viareggio non è il carnevale più antico d’Italia. Infatti è nato piuttosto recentemente, alla fine dell’800

Era il 1873 quando un gruppo di ragazzi viareggini dell’alta borghesia decise di realizzare una parata di protesta contro le tasse e i problemi dell’alta società.
Ecco che da quella sfilata dei primissimi carri di contestazione, nacque quella che è ora una della manifestazioni più famose e più sentite in tutta Italia.

Image source: via Pinterest

Perchè ci mascheriamo?

Un’altra curiosità sul carnevale riguarda la famosa tradizione dei travestimenti e dei mascheramenti. Quante volte da piccoli ci siamo mascherati dal nostro eroe preferito o dalla principessa di qualche cartone Disney. Ma vi siete mai chiesti il perchè di questa usanza?

La spiegazione è da ritrovare nell’antica tradizione pagana dei Saturnali romani. Infatti durante questo periodo era concesso il rovesciamento del tradizionale ordine delle cose. Quindi ad esempio il povero poteva fingersi ricco e lo schiavo poteva simulare di esser libero.

Da quella consuetudine è rimasto l’uso di mascherarsi, durante questo periodo, e fingere di essere qualcuno che avremmo sempre voluto essere.

Le maschere della tradizione

Non tutti sanno che ogni regione ha una sua maschera della tradizione. Anche Firenze infatti ha la sua. Si tratta di Stenterello.

La maschera di Firenze fu creata da Luigi del Buono, attore fiorentino, nella metà del ‘700. Il nome particolare di Stenterello deriva proprio dalla sua vita. È un personaggio magro e che è cresciuto di stenti, anche il suo abbigliamento riflette questa condizione di vita, ecco il perchè di questo nome. Ma la figura di Stenterello riflette anche il carattere dei fiorentini, infatti è un chiacchierone impulsivo e alla volte anche molto pauroso!

Quella si Stenterello non è l’unica maschera Toscana, infatti un’altra maschera della nostra regione è Burlamacco. Non appartiene alla maschere della tradizione in quanto questa maschera è stata creata negli anni ’30 del ‘900 da Uberto Bonetti, pittore e fumettista.

Questa maschera è legata a Viareggio, non solo perchè raffigura il momento del Carnevale ma anche perchè al suo interno c’è la rappresentazione simbolica di un altro periodo importante per Viareggio: la stagione estiva. Burlamacco infatti ha un abito rosso e bianco e questi erano i colori degli ombrelloni sulle spiagge durante l’estate in quegli anni.

La tradizione dei coriandoli

Se una curiosità molto diffusa è quella sul perché ci mascheriamo a Carnevale, un’altra curiosità su questa festa riguarda sicuramente l’uso di lanciare coriandoli.

Anche in questo caso la spiegazione è da ricercare in tempi più antichi, si risale infatti al Rinascimento. Già durante il ‘400 era usanza lanciare anche ai matrimoni i frutti secchi della pianta del coriandolo ricoperti di zucchero bianco come segno di felicità e buon auspicio. Successivamente ai matrimoni la tradizione ha sostituito i frutti secchi del coriandolo con i chicchi di riso.

Per il carnevale invece abbiamo dovuto aspettare la fine dell’800 per trovare una valida alternativa. E l’idea venne proprio da 2 ingegneri italiani. Loro infatti iniziarono ad utilizzare piccoli pezzettini di carta presi dai fogli usati per l’allevamento dei bachi da seta. Nel tempo questi piccoli foglietti sono diventati i tondini di carta colorata come li conosciamo noi oggi!

La poesia di D’Annunzio

Come ultima curiosità sul carnevale vi lascio con la celebre poesia scritta da Gabriele d’Annunzio sul Carnevale.

Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane e vino
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve e beve e all’improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia…
Così muore carnevale
e gli fanno il funerale
dalla polvere era nato
ed in polvere è tornato.

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