Le donne “rivoluzionarie” della storia di Firenze

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La festa della donna è un momento per celebrare la figura della femminile. Le donne della storia di Firenze che hanno, a loro modo, fatto delle piccole rivoluzioni.

8 marzo. Giornata Internazionale dei Diritti della Donna.

Una festa per ricordare i traguardi raggiunti in ambito sociale, politico, umano dalle donne che da secoli ormai lottano contro ingiustizie, disuguaglianze, violenze e discriminazioni.

In questo articolo voglio parlarvi della festa della donna, ma più nello specifico voglio raccontarvi la storia di 4 donne fiorentine che per la loro epoca e i loro tempi hanno lottato e cercato di cambiare le cose.

Perchè si festeggia la festa della donna?

Anche se da molto tempo la donna lotta per i suoi diritti è solo da circa 1 secolo che questa festa è stata ufficialmente istituzionalizzata.

Molto spesso l’origine è legata ad un tragico evento. Infatti il 25 marzo del 1911 a causa di un incidendo alla fabbrica di Triangle morirono 123 donne, gran parte erano immigrate di origine italiana ed ebraica. Ma in realtà la festa per i diritti della donna è da far risalire a ben prima di questa data. 

Già dal Congresso Socialista del 1907, anni prima del famoso incendio, ci fu tra gli argomenti anche la questione femminile e il diritto di voto delle donne. Un anno dopo, nel 1908, venne indetta una conferenza alla quale parteciparono tutte le donne del partito socialista e venne chiamata “Woman’s Day”.

L’anno ancora dopo, nel 1909, venne stabilito di riservare l’ultima domenica di febbraio per organizzare una manifestazione in favore del diritto di voto della donna.

Il 23 febbraio 1909 fu la prima e ufficiale giornata della donna.

In Italia la ricorrenza ebbe il via a partire dal 1922. Anche se ricordiamo che, nel nostro paese, le donne hanno acquisito il diritto di voto solamente nel 1945!

Beatrice Portinari (1266-1290)

Cosa si può dire di lei che non sia già stato detto? La donna angelo, l’incarnazione dell’Amore Platonico, la musa di Dante Alighieri. Beatrice può sembrare in realtà una figura marginale ma, a suo modo, forse quasi involontariamente, lei è stata la prima donna che ha portato una delle più grandi rivoluzioni nella letteratura italiana (ma non solo!).

Image source: via Pinterest

A Firenze, Beatrice potrete gli innamorati, potete portare la vostra lettera d’amore alla Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi.

Caterina de’ Medici

Definita la “regina nera”. Figlia di Lorenzo Duca di Urbino (nipote del Magnifico) e di Maddalena della Tour D’Auvegne. Venne promessa sposa ad Enrico, il futuro Enrico II re di Francia.

Nonostante non venne amata molto dal popolo francese, fu in realtà ben voluta dalla famiglia. Venne definita la “regina nera” poiché a seguito della morte del marito Enrico II in battaglia, Caterina si vestiva esclusivamente di nero. Fu lei a governare per diversi anni al posto del marito e in reggenza dei figli che ancora non erano maggiorenni. 

Image source: via Pinterest

Ma Caterina non fu solo una donna capace, forte e determinata. Lei fu anche una innovatrice, infatti è proprio grazia a Caterina che moltissime tradizioni sono arrivate fino in Francia, come per esempio la besciamella e le crêpes.

Plautilla Nelli (1524-1588)

Pulisena Margherita meglio conosciuta come Plautilla Nelli, è stata la prima pittrice donna fiorentina ufficialmente riconosciuta.

Fu costretta ad entrare in convento già da adolescente ma la sua vera passione era la pittura, così imparò a dipingere da sola semplicemente osservando le opere di altri grandi artisti della sua epoca. 

Purtroppo vivendo in convento non poteva essere partecipe dei cambiamenti stilistici della pittura. E da donna e suora non avendo mai visto corpi maschili le veniva spesso criticato di raffigurare piuttosto che “Cristi” delle “Criste” poiché le figure di Gesù e dei santi erano molto effemminati. 

Ma Suor Plautilla è diventata famosa per aver rappresentato la più nota iconografia di Santa Caterina e di altre monache. 

Image source: via Pinterest

Una donna quindi che forse non ha saputo dipingere soggetti maschili i quali a quel tempo andavano per la maggiore, ma che già nel 1500 ha raffigurato altre donne. E le ha raffigurate con quell’arte che a lei stessa era stata negata ma che si era presa e conquistata nonostante tutto.

Anna M. Luisa de’ Medici (1677-1743)

Anna Maria Luisa de’ Medici è stata l’ultima donna della famiglia Medici, l’ultima erede della Casata. Con la sua morte si è ufficialmente estinto il ramo Medici. Suo padre provò per molti anni a convincerei gli altri Stati che anche una donna poteva ereditare il titolo, ma era il 1700 e i tempi ancora troppo acerbi per poter pretendere così tanto per una donna. 

Oltretutto Anna Maria non riuscì nemmeno ad avere figli e quindi a poter dare un erede alla famiglia Medici. 

Ma nonostante tutto, questa donna fece tanto per la città di Firenze che lei amava con tutto il cuore. Stipulò il famoso Patto di Famiglia e legò per sempre alla città di Firenze tutti i beni e le opere che negli anni i Medici avevano acquistato e collezionato.

Fu una piccola ma grande rivoluzione la sua, una rivoluzione della quale possiamo gioire ogni giorno e grazie alla quale possiamo ammirare gran parte delle opere che abbiamo oggi a Firenze.

Continuiamo a festeggiare la Festa della Donna, ma continuiamo anche a combattere per i nostri diritti, cercando di fare, ogni giorno, delle piccole rivoluzioni. Proprio come queste donne fiorentine hanno fatto secoli fa.

Se volete vedere il video che ho realizzato in occasione della Festa della Donna vi lascio qui il link.

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